SPETTINATA

Ho scattato fotografie
come testi del tuo passaggio,
le citerò al tribunale dei sensi
per esortarli a sollevare questioni.

Non di te, ma di me, questo ricordo,
per ritrovare la curva della schiena
e l'insolenza acre del sudore
sulle mie gambe scostate da me.

Sopra le sedie ancora le forme
e i graffi delle unghie nelle stoffe,
vi infilerò le dita, cavandone soppanno
come fosse residuo di foia appagata.

Resta sulle pareti il senso dei capelli
come intonaco fresco a grattare la decenza,
e sopra il pavimento lusinghe uncinate
macchiate dal sangue di accorti abboccamenti.

Se ripassi, solleva il lenzuolo
e coprimi di alito e di pelle;
io mi tratterrò ancora un poco,
indecisa fra vivere e vestirmi
.

SPETTINATAultima modifica: 2007-02-25T12:29:21+01:00da luigi655
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